martedì 29 agosto 2017

Incontri speciali.

Foto da Wikipedia

Ogni tanto si fanno degli incontri davvero speciali e inaspettati. E a volte accadono proprio nel momento in cui se ne sente maggiormente il bisogno. Come in  questo periodo. 

Celestino pronto per la sua nuova casa 
Capita che un giorno tu debba  portare un gattino verso la sua nuova casa, un convento di clausura. 
Un mondo diverso e distante anni luce dal mio in cui religione e fede si intravedono a malapena, se non niente del tutto. 
E capita che, inaspettatamente, qui incontri una persona meravigliosa.
Una persona che nonostante viva in un modo completamente agli antipodi dal tuo, con poche parole riesce a capirti, a farti sorridere, a farti comprendere diversamente la sua scelta e a farti ritrovare un po' di quella fiducia persa nel mondo. 
E infine ti fa un bellissimo dono.
E tutto questo, per una persona non credente, non praticante e con poca fede in qualsiasi cosa, è una cosa speciale. 
Grazie Suor Margherita.
Sono certa che il mio gattino non potesse trovare luogo migliore dove stare. 
Non è tanto la religione o la fede in qualcosa, ma le persone che fanno la differenza.
Trovare una persona giovane, carina e gentile, sorridente e felice della sua scelta "drastica" per chi guarda da fuori, ti porta a riflettere su tante cose. Specialmente in momenti della vita come questo, in cui non so bene qual è il mio posto nel mondo, chi sono e cosa voglio.
Di certo non mi ha avvicinata alla religione, ma quest'incontro mi ha dato una certa dose di serenità e fiducia, forse.



A presto,
Ari♥

lunedì 21 agosto 2017

Andare avanti..


Ph: Marti

Quest'anno il blog ha sempre funzionato a sbalzi. Se prima imputavo la cosa agli impegni e alla fatica del servizio civile, poi le cose sono cambiate.
Ho deciso di mettere in pausa il blog prima del previsto quest'estate, perché non c'ero con la testa. Non riuscivo a concentrarmi, a pensare e nemmeno a leggere, se non qualche pagina qua e là. 
C'erano sempre le solite preoccupazioni: casa, salute, lavoro e futuro. Ma per lo meno avevo un punto fisso. Una persona che era una colonna a cui aggrapparmi, che era tutto il mio mondo. 
Con cui facevo progetti per il futuro, con cui, se le cose fossero andate come doveva, avrei costruito una famiglia già qualche anno fa..  ma col senno di poi è stato quasi meglio non aver dato la vita a una piccola creatura, che ora probabilmente si troverebbe distrutto ancora più di me.
Tutto questo si è rivelato essere solo il preludio della fine di un capitolo della mia vita durato 7 anni.
In uno degli ultimi post ero fiduciosa e speranzosa riguardo il futuro e i miei progetti.
Poi tutto è andato in pezzi. Quel poco di fiducia in me stessa che ero riuscita così faticosamente a costruire, si è sgretolata completamente. 
Sono rimasta vuota, a pezzi, a chiedermi cosa avevo sbagliato.
Poi ho capito. Io non avevo sbagliato niente, se non forse aver dato tutta me stessa, tutto e troppo, a quella persona. Non è servito a nulla. 
Nel giro di qualche settimana il mio mondo, i miei progetti condivisi, i miei sogni e la mia colonna sono andati in frantumi. 
Sette anni spazzati via, senza sapere bene nemmeno il perché.
Perché un motivo vero c'è sempre, è troppo facile nascondersi dietro ad un "ho sbagliato io, non è colpa tua" mentre si carica in macchina la propria roba.
Sette anni in cui ho sacrificato tutto, tutta me stessa, anni in cui ho messo da parte tante cose. Sbagliando a quanto pare, ma ero innamorata. Totalmente. 
Quindi ora, anche se ancora tra qualche lacrima, si riparte per ricucire insieme i frantumi lasciati e andare avanti.
Un libro alla volta, un sogno e un progetto per volta. 
Per il momento da sola.
Ma senza più essere triste, perché certe persone non meritano la mia sofferenza e le mie lacrime. 
Solo la mia rabbia. 
E spero che in qualche modo tu capiti qui a leggere, ma dubito accadrà.. visto che nemmeno in sette anni hai mai dato un minimo segno di interesse per quello che facevo qui.
Quindi fanculo, io vado avanti per la mia strada, senza di te, e più forte di prima. 
Con le vere colonne della mia vita: la mia famiglia, con i miei meravigliosi genitori, il mio fratello, le mie stupende nipotine e mia cognata che mi svela i misteri dello scrapbooking. 
E alcuni dei miei meravigliosi amici che in tutto questo mi hanno aiutata a non rinchiudermi a guscio. Che fossero vicini, a km di distanza o dall'altra parte del mondo, amici che conosco da una vita o con cui ho scambiato una semplice chiacchierata. 
A voi va un grazie immenso. 
A te nulla, perché non sei più nulla per me. 

 

E non mi importa se non mi ami più
E non mi importa se non mi vuoi bene
Dovrò soltanto reimparare a camminare


A presto,
Ari♥

venerdì 14 luglio 2017

Brina e la Banda del Sole Felino di Giorgio Salati e Christian Cornia

Oggi torno a parlarvi di una storia a fumetti, con protagonista una dolce gattina alla ricerca della libertà!

Brina e la Banda del Sole Felino
Giorgio Salati, Christian Cornia

Tunué - 2017
96 pagine - 14,90

Brina, gatta di città, si trasferisce in montagna con i padroni per una vacanza estiva. Qui fa la conoscenza di alcuni randagi che si fanno chiamare "La Banda del Sole Felino". I nuovi amici la convincono a scappare e diventare una gatta libera. Ma se le scorribande nel bosco renderanno Brina consapevole di uno stile di vita e un'emancipazione che non conosceva, dall'altra parte getteranno nel panico i due giovani padroni, che non accettano di perdere quella che per loro è una componente fondamentale della famiglia. Dedicando una sofisticata attenzione ai sentimenti umani e felini, Cornia e Salati, affermato autore Disney, riescono a inquadrare il tema del difficile equilibrio tra proteggere quelli che amiamo e lasciar loro la libertà di fare errori, e cavarsela con le proprie risorse.

Brina è una gattina di città, molto legata ai suo padroni, Samuele e Margherita. Durante una vacanza in montagna però, incontra un gruppetto di gatti randagi: la Banda del Sole Felino. Questi fanno spuntare il suo animo curioso e la sua voglia di libertà, convincendola a lasciare i suoi padroni per unirsi a loro e vivere da vero gatto libero.
Per Brina inizia un'avventura all'aria aperta, fatta di corse e libertà. Ma è davvero questa la vita che vuole? Lontana da Samuele e Margherita? Brina si accorgerà pian piano che ogni animale domestico ha la sua esperienza, e quello che per un gatto può sembrare una restrizione e privazione di libertà, per un altro può essere una protezione.

Parallelamente alle avventure miciesche, seguiamo la storia dal punto di vista di Samuele e Margherita. I due ragazzi sono infatti disperati per la scomparsa della loro compagna pelosa, iniziano così una lunga ricerca in giro per tutto il paese.
Una storia semplice, ma che nasconde comunque tematiche importanti come quella dell'abbandono e del maltrattamento degli animali, ma anche della libertà e dell'amicizia. L'importanza del rispetto e dell'amore da prestare nei confronti degli animali, sono il fulcro di questa storia, estremamente educativa. Non solo per i lettori più giovani, a cui è dedicata la collana Tipitondi, ma anche agli adulti.
E' impossibile non innamorarsi di Brina e della sua pelliccia scolorita, grazie ai dolci disegni dal tratto pulito e colorato. Insieme a lei conosciamo il grande gatto Vespucci, dal passato travagliato, il piccolo Atomino e la gatta Gabriella.

In ogni pagina si percepisce il grande amore per gli animali e la voglia di prendersi cura di loro.
Bellissima anche la parte finale con la storia di Brina in rima!
Inutile dire che anche i miei gatti hanno molto apprezzato questa graphic novel.

        
 ★★★
A presto,
Ari♥

mercoledì 12 luglio 2017

Di taccuini, pennelli e progetti..

Nell'ultimo periodo ho iniziato a studiare seriamente illustrazione e tutto ciò che ci ruota attorno. Farlo da autodidatta continua a non essere semplice, ma spero di riuscire a fare presto qualche bel corso. 
Sto leggendo libri e manuali, sfogliando e osservando albi illustrati a tonnellate, sto progettando il mio portfolio, studiando come funziona Behance, come fare un sito internet e aprire un piccolo shop online, mi sto appassionando di illustrazione botanica e scientifica. Di conseguenza riempio taccuini e foglietti con schizzi incomprensibili e appunti vari di idee e progetti che forse prima o poi vedranno la luce. 
Paradossalmente, in questo momento, sto disegnando poco. Non appena terminerà il mio anno di Servizio Civile in biblioteca (sigh!), prima di iniziare a cercare lavoro o iscrivermi a qualche corso specifico, ho deciso di prendermi qualche mese di stop da tutto per dedicarmi solo ed unicamente all'illustrazione. Sto pianificando un agenda di lavoro a ritmi serratissimi per potermi concentrare sulla realizzazione del portfolio in vista della Bologna Children's Book Fair 2018, del relativo concorso e altri. 
Insomma, si inizia a lavorare sodo, sperando di ottenere qualche risultato. 
Nel frattempo vi lascio questi piccoli esperimenti. 
Dagli acquerelli alla china e collage, fino ai veloci schizzi a pennarello. 
Fatemi sapere cosa ne pensate!
Seguiranno aggiornamenti.













A presto,
Ari♥

lunedì 10 luglio 2017

Tanti e diversi. La varietà della vita sulla terra di Nicola Davies

Bentrovati! Pian piano, il blog riprenderà ad aggiornarsi. Ci sarà anche qualche novità probabilmente. 
Nel frattempo, torno a parlavi di un altro bel libro illustrato per bambini. L'autrice Nicola Davies, già due volte Premio Andersen, incanta i lettori tra le meraviglie della natura. 

Tanti e diversi. La varietà della vita sulla terra
Nicola Davies, illustrato da Emily Sutton

Editoriale Scienza - 2017
13,90 

Un albo illustrato che introduce i piccoli lettori al concetto di biodiversità. Ci sono esseri viventi ovunque: basta saper osservare! Dalle cime degli alberi più alti alle profondità degli oceani, perfino sotto le piume degli uccelli e nella lava dei vulcani. Quante specie diverse esistono? Una, due, tre... tante!

Sito della casa editrice: Editoriale Scienza 


Tanti e diversi è il nuovo libro della zoologa Nicola Davies, già autrice di La cacca e Mini. Il mondo dei microbi. Questa volta porta i piccoli lettori alla scoperta della natura e di tutte le forme di vita che la popolano: animali, piante, microbi. 
Ad accompagnarci tra le pagine è una bimba tutta trecce e lentiggini, una piccola scienziata in erba , che osserva il mondo che la circonda. Si passa da un ambiente naturale all'altro, grazie alle ricchissime illustrazioni di Emily Sutton. Dai fondali marini alle foreste rigogliose, si viene catturati dagli innumerevoli dettagli delle tavole: i pesci multicolore, le piante dai mille fiori. Emily Sutton dispiega davanti ai nostri occhi una straordinaria serie  di forme e colori con il suo tratto delicato. 

Le illustrazioni si  accostano alla perfezione ai testi brevi e chiari, facilmente comprensibili ai bambini. 
Non si tratta soltanto di un libro per insegnare ai bambini l'amore per la natura e gli animali, ma anche di un invito a scoprire le diverse forme di vita che popolano ogni luogo, anche il più impensabile, e a rispettarle e proteggerle. 
Perché gli esseri viventi sono tutti diversi, pur essendo tutti uguali nel profondo. 
Dai più piccoli e invisibili microbi, alle grandi giraffe, fino ai funghi, l'obiettivo è il medesimo: la sopravvivenza e la continuità della specie. Molto spesso però, è l'uomo a mettere in pericolo l'intera biodiversità. Occorre quindi portare i più piccoli a conoscere il mondo che li circonda, insegnando loro l'importanza della diversità, il rispetto per la natura e tutte le forme di vita. 
In modo che non si arrivi mai a contare le specie da tante e diverse a solamente una. 


Un libro che introduce una tematica complessa, ma molto importante, risultando di facile comprensione e molto piacevole da leggere. 
★★★+
A presto,
Ari♥

lunedì 19 giugno 2017

Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki

Bentrovati,
come state? Qui continua ad essere tutto frenetico e sfinente, a casa e anche in biblioteca. 
Avrei davvero bisogno di una pausa, di staccare e andare da qualche parte a rilassarmi senza dovermi preoccupare di mille cose. Ma non si può, quindi stringiamo i denti e andiamo avanti. 
Fortunatamente ci sono i libri a tenermi compagnia e ad offrirmi una via di fuga dal mondo. 
Oggi vi parlo di una raccolta di racconti, genere che sto scoprendo pian piano e che non mi dispiace.

Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki
Edizioni Lindau
144 pagine
2017 - 14,50
I 25 Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera apparvero sull’«Osaka Asahi Shimbun» a partire dal 1909, e vennero riuniti da Sōseki in questa raccolta nel 1910. 
A prima vista, non sembra esistere un filo conduttore che li leghi, tanto sono diversi sia nel contenuto sia nello stile – soprattutto nelle pagine in cui vengono utilizzate tecniche sperimentali di scrittura. 
Ma è proprio il titolo così fortemente evocativo, Eijitsu Shōhin, a contenere l’elemento unificante. 
«Eijitsu», la «giornata lunga», non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all’infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti dei diversi racconti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un’occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.

Venticinque brevi racconti di Natsume Sōseki, il "sommo scrittore" giapponese di inizio Novecento, per la prima volta in Italia grazie ad un accurato lavoro di traduzione. 
Si tratta di episodi di vita quotidiana trasformati in modo magistrale in racconti poetici e delicati. 
Sembra quasi che gli Haiku giapponesi si fondano al racconto, riuscendo a creare una forte connotazione onirica. 
Il lettore viene trasportato attraverso la quotidianità, dove l'attenzione è posta sulle piccole cose, su piccoli dettagli dell'animo umano, sul senso del tempo che scorre. E' il racconto di quelle sensazioni quotidiane che non riusciamo a definire e afferrare.
E il tempo sembra dilatarsi intorno al racconto di queste sensazioni e sentimenti, da cui nascono i racconti qui raccolti. Il tempo è inteso come un insieme di attimi che si tendono fino a far percepire il calore del braciere o la pioggia che cade ticchettando. Nel racconto "Il serpente", ad esempio, si percepisce chiaramente l'ambiente circostante in cui si svolge la narrazione. Sōseki crea  immagini nitide e pungenti che arrivano subito al lettore e sbocciano in un nuovo meraviglioso mondo da scoprire. 
"Mi trascino già dal letto e, dopo aver sollevato la tenda della finestra che dà a nord, guardo giù: fuori è tutto sfocato. Sotto, dal tappeto d'erba fino a due metri d'altezza, del giardino circondato sui tre lati da muri di mattoni non si vede nulla; ho le netta sensazione che lì non ci sia ciò che dovrebbe esserci, e quel vuoto è così gelato da essere pungente."
Alcuni dei racconti fanno riferimento al periodo trascorso dall'autore a Londra, e in questo luogo le narrazioni si fanno più cupe. Si percepisce il senso di oppressione di Sōseki, l'insofferenza verso la gente che lo circonda, il disagio provato dall'autore. Altri sono degli scritti puramente sperimentali per scoprire nuove tecniche di scrittura. 
L'introduzione e le note che accompagnano la lettura, danno modo non  solo di scoprire la difficile vita di questo scrittore,ma anche di comprende maggiormente il senso del titolo della raccolta e i racconti stessi: non la giornata di primavera, o l'attesa stessa della primavera, ma la necessità di cogliere quella sensazione di felicità legata a momenti o sensazioni, nella speranza che non finisca. Tra i racconti che ho preferito ci sono "La sfilata" e "Il braciere".
Nel primo, sono le bambine della casa a creare questo magico momento che sembra pervaso da una luce limpida e dorata, quasi a ricreare un delicato acquerello. Nel secondo, una fredda giornata nevosa, fa percepire il freddo ghiacciato dell'inverno e il tepore di caldo della casa. 
"Mentre fisso il punto in cui batte il sole, una sensazione di primavera mi riempie dolcemente il cuore, come se davanti ai miei occhi una leggera onda di vapore si levasse dalla terra nel tepore del sole primaverile".
Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera è un piccolo gioiellino, una raccolta che riesce a trasformarsi in una serie di delicati e sublimi acquerelli immaginari.
Un ottimo modo per iniziare a conoscere questo grande scrittore e scoprire la letteratura giapponese. 
★★★★
A presto,
Ari♥

Photo & Illustration: Arianna Bordignon 

martedì 13 giugno 2017

Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron

Con il post di oggi torno a parlarvi di montagna, con Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron.
Una lunga chiacchierata tra due amici.


Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron  
Chiarelettere 2017
173 pagine - 14.00

Quasi niente ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza. In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando personaggi leggendari come Anna, Silvio, Menin, Tituta, Tacus, Orlandin, Cecilia, Tin, il trio Pakai e molti altri. Uomini e donne che non hanno trovato spazio nei libri di storia ma hanno saputo lasciare un messaggio illuminante, che può trasformare le nostre vite. “Filosofastri” le cui minute sapienze tramandano la memoria di chi vive nelle piccole valli, dove non nevica firmato e ci si può chiamare da una costa all'altra.

Una sorta di memoir scritto a quattro mani, una raccolta di riflessioni sulla vita che ha il sapore antico delle fiabe. Mauro Corona e Luigi Maieron ripercorrono in questo libro le loro esistenze ed esperienze. Troviamo i rapporti familiari, le perdite, le storie di amicizia e lealtà, ma anche la fragilità e la solitudine. 
Il lettore si ritrova spettatore di un dialogo tra i due autori. Corona e Maieron rievocano a vicenda episodi vissuti o tramandati e, tra aneddoti e citazioni, narrano di tutte quelle persone capaci di trasformare la vita di chi incontrano. Gente comune, gente di montagna che ha saputo tramandare le proprie memorie di valle in valle. Troviamo musicisti, donne tradite, grandi lavoratori che tra le pagine del libro trasmettono la saggezza della montagna e ci ricordano l'importanza delle piccole cose, quel quasi niente da cui si può sempre ripartire. 
Conosciamo Pakai, Anna, Tituta e tanti altri, donne e uomini che hanno lasciato un segno importante nelle vite delle persone incontrate, anche senza essere finiti nei libri di storia. Personaggi quasi leggendari che rievocano valori ormai perduti, ma di cui se ne auspica la riscoperta. 
A fare da sottofondo a questa lunga chiacchierata è la montagna, con la sua durezza e i suoi insegnamenti, che si racconta attraverso le storie dei suoi abitanti e tenta di educarci ai reali valori della vita.
"In realtà dobbiamo capire che nessuno è un fallito. Uno nasce, cresce e muore con quello che gli capita. C'è chi ha la vita più lunga, chi più corta, chi purtroppo l'abbandona appena generato. La vita è il romanzo di ognuno di noi, che i muove tra i due estremi della nascita e della morte. Il fallimento, in tutto questo, io ho imparato a chiamarlo l'accadimento esistenziale. Non esiste il fallimento. Esiste la vita, e la vita non ha fallimenti. Se non vogliamo ammettere che nascere è un fallimento."
Certi passaggi e certe frasi meritano una rilettura per essere meditati e assorbiti. 
Torna il vecchio Mauro Corona di Gocce di resina, questa volta a dialogare con lui c'è Luigi Maieron. Rievocando una galleria di personaggi straordinari, i due ne traggono una riflessione sulla vita e sul vivere, ricordano una montagna che sta cambiando, una cultura basata sulla concretezza e sul fare ormai dimenticata.
★★★
A presto,
Ari♥