mercoledì 17 febbraio 2016

E cadde la neve di William Kotzwinkle

Buongiorno lettori! In questa grigia e piovosa mattina vi lascio la recensione di un piccolissimo libricino, mentre più tardi arriva un post riguardo la Festa del Gatto, restate sintonizzati gattari!
Per quanto riguarda l'appuntamento con la rubrica WWW Wednesday, per oggi salterà perché.. bé, perché quest'ultima settimana non sono praticamente riuscita a leggere niente (a parte qualche pagina di Cambiare è facile e una veloce rilettura di Flash Katmandu, ieri in treno). Tra oggi e domani, spero di riuscire a sistemare anche la sezione rubriche e le relative etichette. Se nel frattempo volete spulciare i vecchi post, vi consiglio di utilizzare "l'archivio" nella barra laterale del blog.
Vi lascio alla recensione,
a più tardi.

"Questo istante muore ed è seguito da altri istanti che muoiono. Me ne vado,istante dopo istante."

Ho letto questo libro, per la prima volta, un paio di anni fa. 
Subito attratta da titolo e copertina, una volta estratto dalla busta gialla in cui era arrivato, ho iniziato la lettura.
Una volta finito l'ho preso e nascosto accuratamente in mezzo ad altri libri, in un angolo il più irraggiungibile possibile. 
Ma ecco che, riordinando il caos in cui vivo, è tornato fuori. Mi è praticamente saltato in mano e mi è venuto un nodo in gola.
Perché questo libricino, di appena una novantina di pagine, fa male, male dentro. 
Accorci drasticamente le distanze tra nascita e morte. 
Ho sentito il bisogno di rileggerlo e di scriverne perché.. bè perché è un tema che a modo suo mi tocca e che ho "vissuto" in qualche maniera ( in prima persona e non).
Forse il mio intricato subconscio pensa possa essermi d'aiuto. Anche se non si direbbe vedendo i miei occhi rossi e gonfi .
E cadde la neve di William Kotzwinkle
Zero91
2012
Questa la storia di Johnny e Diane Laski, di uno scultore e di sua moglie, del loro desiderio di mettere al mondo il loro amore.Sullo sfondo, un freddo inverno del Maine. 
Con il linguaggio di un poeta, l'autore, racconta il viaggio della coppia verso l'ospedale, il lungo travaglio e il dolore di un parto senza vita.
Infrange coraggiosamente l'immaginario delle gravidanze felici.

Ci troviamo in una fredda e nevosa notte del Maine, quando inizia il travaglio di Diane. Ma non è lei a raccontarcelo, seguiamo il flusso di pensieri di Johnny.
Da lui percepiamo lo spaesamento, la sensazione di agitazione, freddo, paura, il dolore, quello gelido che ti inghiotte. 
E' lui a mostrarci come la nascita di una nuova vita e tutte le emozioni che si susseguono in un turbine vorticoso, possano essere paragonate alla marea e all'oceano.

L'ondata arrivò di nuovo e  li trascinò in un mare di dolore, in cui lui si chiese perché mai la vita era comparsa sulla terra [...] La marea che li aveva trasportati in acque agitate ancora una volta si affievolì e li lasciò galleggiare dolcemente fino a riva, facendoli riposare per qualche minuto, solo per tornare, poco dopo a trascinarli dentro.

Dalle acque agitate delle contrazioni in mare aperto, alla momentanea quiete sulla riva, per poi ricominciare ad infrangere le sue onde di dolore fino alla nascita di gelida e senza vita. 


Questa notte abbiamo percorso più di 100km, abbiamo attraversato l'oceano 

E si è catapultati di nuovo in mare aperto, dove non si tocca, dove fa male, nel freddo glaciale come la neve che circonda l'ospedale.

Il titolo originale, "The swimmer in the secret sea", ovvero "Il nuotatore nel mare segreto", appare decisamente più adatto rispetto alla scelta italiana di "E cadde la neve"
La prosa sembra quasi fredda e dura come quella neve, tutte le emozioni sono descritte con una poetica profonda, quasi glaciale. Forse perché è un uomo a narrare ciò che accade e non una donna. Perché, per quanto il dolore per la nascita di un figlio nato senza vita possa essere comune, c'è un'enorme differenza tra quello che prova una madre, che ha portato dentro di se quella vita, e un padre che ne è stato solo un testimone esterno. 
Non vi è un finale, forse perché queste cose non hanno mai una fine. 


"Siamo di nuovo noi due, da soli" le loro mani si toccarono sul coperchio della bara. 



Credits photo: 
Non trovato
Arianna Bordignon
Arianna Bordignon
ZENA HOLLOWAY
Arianna Bordignon

1 commento:

  1. Mi piacerebbe leggerlo, mi incuriosisce. E la cover è carinissima *-*

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