venerdì 24 giugno 2016

La lettera d'amore di Cathleen Schine

A chi non piace ricevere lettere? Meglio ancora se sono lettere d'amore, scritte a mano, con cura e amore.
Purtroppo, la lettera d'amore del libro di cui vi parlo oggi, è stata molto deludente.

La lettera d'amore di Cathleen Schine
Adelphi
2005
Una libreria tinta di rosa, sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Una bella libraia, divorziata senza rimpianti e appassionata del suo mestiere. Un variegato ventaglio di clienti e commessi. Infine, una lettera d'amore che sbuca fra la posta. Non si sa chi l'abbia scritta, non si capisce a chi sia rivolta. Ma quelle parole si insinuano nella mente della libraia e creano una serie di eventi. Fino alla sorpresa finale.

La storia si svolge in un idilliaco paesino americano, in una libreria rosa. La protagonista è Helen, una donna di mezza età, libraia e innamorata del suo lavoro, divorziata e felice della sua vita. Fino a quando nella posta trova una misteriosa lettera d'amore, scritta da Montone a Capra. Dopo svariate ipotesi su chi l'abbia scritta e a chi sia indirizzata, le parole d'amore di questa lettera si insinuano nella mente di Helen. Tutto ciò scatena una reazione a catena di eventi.
Ho trovato Helen estremamente irritante. La sua libreria è il centro della piccola cittadina che sembra uscita da una cartolina. Nessuno resiste al suo fascino, nessuno conosce i libri e la letteratura come lei, nessuno è meravigliosamente convincente a vendere e consigliare libri come lei.
In pratica una dea scesa in terra, estremamente antipatica e con comportamenti fastidiosi, saccente, sicura di sé e civettuola con tutti. Ha anche dei momenti di grande grinta, ma anche questi la fanno sembrare semplicemente immatura. 
La prima parte del libro è incentrata soprattutto sulle svariate ipotesi riguardo la lettera e su numerose descrizioni dei ricordi della vita passata di Helen. Descrizioni molto dettagliate, scritte con maestria ed eleganza, che sorprendono per la precisione con cui narrano situazioni e stati d'animo, ma che risultano prolisse dopo poco. 
Nella seconda parte, più scorrevole, entra in scena Johnny, nuovo giovane commesso della libreria per l'estate. Troppo giovane, bello e saggio. Da qui si innesca il romanzo rosa, con un amore passionale e complicato dalla differenza d'età.
Il -banale- mistero della lettera passa quindi in secondo piano, lasciando spazio a questa travolgente storia d'amore. Fino al finale in cui si scopre finalmente da dove arriva la lettera.
Partendo dal presupposto che la scritta della Schine mi è piaciuta, è elegante e scorrevole, con molte metafore belle, per il resto la storia risulta banale. Una storia già sentita, classica commedia rosa che, tutto sommato, si fa leggere ma niente di più.
Il finale che rivela la provenienza della lettera è scontato a mio avviso. E poi, chi usa Montone e Capra come nomignoli in una lettera d'amore? Suvvia. 
E' senza dubbio un romanzo leggero, ma stucchevole e a tratti noioso, decisamente non in linea con le pubblicazioni Adelphi. 
Il classico cliché della commedia romantica, con due protagonisti che vorrebbero sembrare diversi e particolari, ma risultano scialbi e contornati da una serie di personaggi secondari eccentrici. 

+
Una lettera, nel momento in cui la infili nella busta, cambia completamente. Finisce di essere mia, diventa tua. Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu.
A presto,
Ari.

2 commenti:

  1. Ciao Ari! La citazione è molto vera, ma non penso leggerò mai questo romanzo, grazie per averlo recensito!

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    Risposte
    1. E' un romanzo carino, ma niente di più.
      Una cosa adatta all'estate e molto,molto leggera.

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