CHIUSO PER FERIE

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martedì 13 giugno 2017

Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron

Con il post di oggi torno a parlarvi di montagna, con Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron.
Una lunga chiacchierata tra due amici.


Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron  
Chiarelettere 2017
173 pagine - 14.00

Quasi niente ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza. In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando personaggi leggendari come Anna, Silvio, Menin, Tituta, Tacus, Orlandin, Cecilia, Tin, il trio Pakai e molti altri. Uomini e donne che non hanno trovato spazio nei libri di storia ma hanno saputo lasciare un messaggio illuminante, che può trasformare le nostre vite. “Filosofastri” le cui minute sapienze tramandano la memoria di chi vive nelle piccole valli, dove non nevica firmato e ci si può chiamare da una costa all'altra.

Una sorta di memoir scritto a quattro mani, una raccolta di riflessioni sulla vita che ha il sapore antico delle fiabe. Mauro Corona e Luigi Maieron ripercorrono in questo libro le loro esistenze ed esperienze. Troviamo i rapporti familiari, le perdite, le storie di amicizia e lealtà, ma anche la fragilità e la solitudine. 
Il lettore si ritrova spettatore di un dialogo tra i due autori. Corona e Maieron rievocano a vicenda episodi vissuti o tramandati e, tra aneddoti e citazioni, narrano di tutte quelle persone capaci di trasformare la vita di chi incontrano. Gente comune, gente di montagna che ha saputo tramandare le proprie memorie di valle in valle. Troviamo musicisti, donne tradite, grandi lavoratori che tra le pagine del libro trasmettono la saggezza della montagna e ci ricordano l'importanza delle piccole cose, quel quasi niente da cui si può sempre ripartire. 
Conosciamo Pakai, Anna, Tituta e tanti altri, donne e uomini che hanno lasciato un segno importante nelle vite delle persone incontrate, anche senza essere finiti nei libri di storia. Personaggi quasi leggendari che rievocano valori ormai perduti, ma di cui se ne auspica la riscoperta. 
A fare da sottofondo a questa lunga chiacchierata è la montagna, con la sua durezza e i suoi insegnamenti, che si racconta attraverso le storie dei suoi abitanti e tenta di educarci ai reali valori della vita.
"In realtà dobbiamo capire che nessuno è un fallito. Uno nasce, cresce e muore con quello che gli capita. C'è chi ha la vita più lunga, chi più corta, chi purtroppo l'abbandona appena generato. La vita è il romanzo di ognuno di noi, che i muove tra i due estremi della nascita e della morte. Il fallimento, in tutto questo, io ho imparato a chiamarlo l'accadimento esistenziale. Non esiste il fallimento. Esiste la vita, e la vita non ha fallimenti. Se non vogliamo ammettere che nascere è un fallimento."
Certi passaggi e certe frasi meritano una rilettura per essere meditati e assorbiti. 
Torna il vecchio Mauro Corona di Gocce di resina, questa volta a dialogare con lui c'è Luigi Maieron. Rievocando una galleria di personaggi straordinari, i due ne traggono una riflessione sulla vita e sul vivere, ricordano una montagna che sta cambiando, una cultura basata sulla concretezza e sul fare ormai dimenticata.
★★★
A presto,
Ari♥

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